DORMIRE BENE D’ESTATE

D’estate l’aumento delle temperature e l’allungarsi delle giornate può modificare il ritmo sonno-veglia, causando insonnia.

1 italiano su 4 soffre di insonnia durante tutto l’anno, ma durante l’estate questa percentuale si alza sensibilmente.

È indubbio infatti che l’alta temperatura estiva non aiuti il riposo, ma ci sono anche altri fattori che ostacolano l’adattamento del nostro orologio biologico ai tre mesi più caldi dell’anno:

  • le più frequenti uscite notturne durante periodi di vacanza;
  • la presenza di insetti come le zanzare;
  • la variazione negli orari e della composizione dei pasti;
  • aumento del consumo di alcoolici
  • una diversa esposizione alla luce solare e soprattutto artificiale;
  • una maggior esposizione ai rumori per via delle finestre spesso lasciate aperte nelle ore notturne.

Se tutti questi fattori possono disturbare il sonno di chi in generale dorme bene, è altrettanto intuitivo presupporre che possano impattare ancora più pesantemente sul sonno di coloro che già partono da una situazione di sonno notturno qualitativamente o quantitativamente insoddisfacente.

Il caldo notturno può comportare uno squilibrio nel nostro sistema di termoregolazione, che a sua volta interferisce con il sonno, e quindi può portare all’insonnia.

L’ideale sarebbe invece utilizzare un ventilatore direzionato in modo tale dal favorire il movimento dell’aria della stanza, facendo attenzione soprattutto al collo, alla testa, alla schiena, alle gambe e ai piedi, tutte parti del corpo tendenti all’eccessiva si sudorazione che, in presenza di una ventilazione troppo fredda o eccessiva, potrebbero creare problemi fisici o dolori come il torcicollo. L’alternativa può essere utilizzare un condizionatore in modalità deumidificazione, regolato tra i 25 e i 27 gradi.

Sicuramente in estate l’alimentazione può influire moltissimo sul sonno estivo. L’abbondanza di frutta e verdura aiuta, soprattutto se somministrata durante la cena, a prendere sonno. Kiwi, latte di riso, latte di cocco, papaya, sono gli ultimi frutti ad entrare in una lunga lista di vegetali che aiutano non solo a livello fisico ad affrontare il caldo, ma anche ad osservare le ore necessarie di sonno. I kiwi per esempio sembrano essere molto utili, ricchi di antiossidanti e serotonina. Anche gli alimenti ricchi di zuccheri semplici, come appunto la frutta dolce di stagione, aiutano il rilassamento, tra questi banane, mango e verdure quali legumi, lattuga, radicchio rosso, cipolla e aglio. Sono consigliati anche formaggi freschi, uova bollite e il latte fresco.

Cibi da evitare per salvaguardare il sonno sono invece le spezie come il pepe, il sale, il curry, la paprica, e in generale i cibi in scatola con conservanti, le patatine nei sacchetti, il cioccolato, il cacao, il caffè, il tè (che contengono caffeina e teina) e tutti superalcolici. Questi alimenti infatti hanno effetto eccitante sull’organismo, quindi rendono davvero difficile prendere sonno.

Resta comunque consigliata una cena leggera (di notte si ha bisogno di poco più della metà dell’energia necessaria di giorno), che comporti un buon apporto di carboidrati (pasta, riso, orzo, pane), pochi grassi e niente formaggi stagionati. I carboidrati, infatti, tendono a incrementare la quantità nel cervello di uno specifico aminoacido, il triptofano, che viene destinato alla produzione della famosa serotonina.

Un errore che si commette spesso è quello di dormire svestiti. Non è una cosa positiva, perché la temperatura corporea nel corso della notte tende a scendere e quindi, anche se alla sera si ha caldo e si preferisce non indossare indumenti, nelle prime ore della mattinata si rischia di sentire e freddo e di risvegliarsi. Ma gli indumenti da indossare durante il sonno devono essere ampi e leggeri, e possibilmente in fibre naturali, in modo da non creare fastidio e senso di “costrizione”.

Insomma, anche in estate, così come in tutte le stagioni, il segreto per un buon sonno risiede sostanzialmente in un corretto stile di vita e nel mantenimento di tutte quelle che sono le sane abitudini: mangiare bene, orari di sonno e veglia che mimano il più possibile il ritmo luce/buio, ripararsi in ambienti lontani dai rumori e dalle luci delle città…

Per favorirne l’arrivo, invece, possono senz’altro tornare utili tisane rilassanti come quelle a base di VALERIANA e camomilla, ma anche gli integratori a base di MELATONINA, per favorire il rilassamento e il naturale ciclo sonno-veglia.

FONTI:

Istituto Auxologico Italiano

PROTEGGERE LA PELLE AL SOLE

QUALE PROTEZIONE SCEGLIERE ?

Arriva l’estate e con lei la voglia di esporre la nostra pelle al sole, un’azione che porta con se molti benefici: sia per l’organismo stimolando la Vitamina D, che per l’umore.

Anche se quest’anno prendere il sole avrà un sapore leggermente differente, resta sempre la necessità di tutelarsi dai danni dei raggi UV utilizzando la giusta protezione solare per ogni parte del corpo.

Che sia al mare, in montagna o in città, i raggi solari possono essere dannosi per la pelle. A parte i rischi connessi al calore, infatti, l’azione del sole rappresenta un pericolo per scottature ed eritemi, che possono danneggiare in modo permanente la pelle, ma anche per l’insorgenza prematura di rughe e di altri segni di invecchiamento cutaneo

Per prima cosa è bene sapere che il fattore di protezione (SFP) dipende molto dal proprio fototipo, modalità che utilizzano i dermatologi di classificare i vari tipi di pelle in base a criteri come la qualità e la quantità di melanina della pelle. Ogni pelle reagisce all’esposizione ai raggi solari in modo diverso e di conseguenza anche l’abbronzatura che si è in grado di ottenere dipende soprattutto da questo tipo di reazione della pelle.

  • Fototipo 1: bionde o rosse con pelle molto chiara;
  • Fototipo 2: bionde o castane con pelle chiara;
  • Fototipo 3: biondo scure o persone con pelle sensibile;
  • Fototipo 4: castane con pelle moderatamente sensibile;
  • Fototipo 5: capelli scuri e carnagione olivastra;
  • Fototipo 6: capelli scurissimi e pelle non sensibile.

Conoscere il proprio fototipo permette di scegliere il tipo di crema solare da usare e di difendersi dall’aggressività e dai danni provocati dai raggi ultravioletti (UV).

Ora vediamo quali sono le creme solari più indicate per ogni singolo fototipo:

  • fattore 50+ protezione molto alta (fototipo 1);
  • fattore da 50 a 30 protezione alta (fototipo 2, 3);
  • fattore da 25 a 15 protezione media (fototipo 3, 4, 5);
  • fattore da 10 a 6 protezione bassa (fototipo 5, 6).

E’ bene ricordare che è consigliabile utilizzare un fattore protettivo più elevato durante le prime esposizioni al sole, per poi man mano scendere di gradazione quando l’abbronzatura si fa più scura e resistente.

I bambini vanno sempre protetti con una crema a fattore protettivo 50+.

Ormai le più innovative creme solari contengono filtri chimici che assorbono la banda UV e minerali che riflettono i raggi UV , sono resistenti all’acqua (waterproof), non inquinano il mare e difficilmente contengono sostanze sensibilizzanti come il nichel o parabeni. Va comunque precisato che, nel momento dell’acquisto la scelta dovrebbe cadere su un prodotto che abbia queste caratteristiche:

  • dermocompatibile: non deve contenere sostanze sensibilizzanti
  • ecocomatibile: non deve contenere sostanze potenzialmente inquinanti per l’ambiente marino

Se si devono soddisfare esigenze specifiche si possono trovare anche creme solari che contengono sostanze capaci di riparare il Dna danneggiato, svolgere un’azione contro i radicali liberi, anti-aging etc…

Per fare la scelta giusta i nostri farmacisti consigliano di valutare questi elementi:

  • scegliere una crema che svolga un’azione anti-age: i raggi UV danneggiano la pelle favorendo il processo di invecchiamento. E’ quindi indispensabile applicare un prodotto che svolga un’azione protettiva nei confronti dei raggi del sole (almeno 15 FP per le pelli mediterranee e più scure, almeno 30 FP per le pelli più chiare), e che contestualmente proteggano il DNA cellulare e l’azione dei radicali liberi
  • scegliere una crema che abbia filtri minerali e che sia biocompatibile, non deve contenere siliconi o parabeni
  • preferire una crema che abbia una texture leggera e fluida, che svolga anche un’azione idratante e lasci respirare la pelle

La fotoprotezione all’avanguardia BioNike DEFENCE SUN è formulata per offrire alla pelle difesa ad ampio spettro dai raggi UVA-UVB, protezione dai radicali liberi generati da raggi IR e dai danni biologici a lungo termine.

Formulazioni ad alta tollerabilità, ideali anche per la pelle sensibile:

  • nichel tested
  • senza conservanti
  • senza glutine

Con PRO-REPAIR COMPLEX: conferisce alle formulazioni Defence Sun un ruolo coadiuvante nella protezione dei cheratinociti dai danni dei raggi ultravioletti e nella prevenzione di alcuni tumori cutanei e delle cheratosi attiniche. Rafforza la naturale capacità di riparazione della pelle.

Formule ideali BABY & KIDS per proteggere la pelle dei neonati, ma pensate anche per i bambini che amano essere liberi di muoversi e di giocare con l’acqua e con la sabbia.

Rilastil Sun System è la linea solare studiata per offrire a tutti i tipi di pelle, comprese quelle più sensibili e reattive, la sicurezza di una protezione dermatologica prima, durante e dopo l’esposizione solare e la gradevolezza di un cosmetico.

CAMMINARE ALL’APERTO post QUARANTENA

Un movimento così naturale

Camminare all’aperto è un vero toccasana per la salute, a costo zero, alla portata di tutti.
E’ il movimento più naturale che facciamo nel corso della nostra vita, un’attività che non richiede attrezzature specifiche né luoghi precisi. È bene sfruttare i parchi, i giardini, comunque, spazi all’aria aperta. Dopo aver trascorso, in seguito alla quarantena, gran parte del nostro tempo in luoghi chiusi, con luce artificiale, collegati sempre ad accessori tecnologici, questa seconda fase ci permette di muoverci più liberamente.

Il contatto migliore è quello con la natura, ma non sempre questo risulta possibile. Gli esperti, quindi, consigliano di scegliere luoghi e tempi che ci appartengono: il quartiere, la pausa pranzo, il tragitto casa-lavoro, il rientro a casa. La ragione è semplice: scegliere questi luoghi permette di rapportarci in modo diverso con il nostro spazio e con il nostro tempo, imparando a riconoscere i ritmi del corpo e non solo i ritmi della vita, della società, del traffico, del lavoro.

Quello che conta è l’equilibrio, la costanza. Non è importante la velocità ma l’approccio, imparando ad ascoltare le percezioni del corpo: il respiro, il passo, il movimento muscolare.

Il tempo da dedicare non deve essere inferiore ai 30 minuti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito in 10 mila passi la vita attiva di una persona, pari appunto a 20/30 minuti di passeggiata a passo sostenuto. Solo così – e cercando di mantenere una costanza giornaliera – può essere considerato un approccio serio a una vita attiva. 

Già duemila anni fa Ippocrate affermava che camminare è la migliore medicina al mondo perché attiva contemporaneamente tutti i nostri apparati e i nostri metabolismi.

Oggi, e fino a prossime disposizioni, lo possiamo fare da soli o con i componenti del nucleo famigliare. L’importante è mantenere sempre le distanze di sicurezza con chi incrociamo, indossando la mascherina per gli adulti e per i bambini al di sopra dei 6 anni.

Sono tanti i benefici sulla salute. Innanzitutto, il continuo stimolo plantare migliora il percorso del sangue verso il cuore con benefici sulla circolazione, riducendo disturbi come ipertensione, insufficienza venosa, linfoedemi, angioedemi e tutte le problematiche linfatiche degli arti inferiori. Migliora l’approccio cardiovascolare, fluidifica il sangue e permette una riduzione delle possibilità di ictus. Ma a beneficiarne non è solo il cuore. Anche i muscoli, migliorando l’ossigenazione del tessuti, infatti, la fibra muscolare è più “pronta a lavorare”: le fibre si aprono, l’ossigeno entra nei tessuti muscolari con effetti sulla tonificazione della massa magra. La riduzione di peso – ma pure la riduzione della glicemia –  permette una contrazione dei livelli di glucosio nel sangue.

Camminare rappresenta un movimento naturale, che crea un equilibrio tra i movimenti articolari delle braccia, delle gambe, della schiena e della colonna vertebrale, contribuisce alla riduzione dei dolori articolari legati alla sedentarietà e migliora disturbi già esistenti come artrosi, artriti, dolori legati all’età.

Nella camminata, l’equilibrio tra braccia e gambe porta a un uso continuo tra gli emisferi cerebrali sinistro (logica) e destro (creatività). Mentre camminiamo ci rendiamo conto che il corpo va da solo e pure la nostra testa si sente più libera. Migliora addirittura la vista: abituati a guardare da vicino, a leggere fogli, sviluppiamo la vista da lontano. Ciò consente di far spaziare anche il cervello, stimolando l’emisfero destro, quello della creatività: aumentare i nostri punti di vista offre al cervello la possibilità di creare nuove idee. Perché? Perché ci liberiamo da blocchi mentali e fisici. Migliora il tono dell’umore, si riduce lo stress, cresce la positività. Per tutte queste ragioni,  camminare all’aperto dona benessere fisico e psicologico e migliora la nostra autostima perché dedichiamo tempo a noi stessi. E così facendo regaliamo benessere anche agli altri perché siamo più sereni. Ci piacciamo di più e le relazioni migliorano.

FONTI:

Ministero della Salute

Dica 33 – Carla De Meo

IO RESTO A CASA

PULIRE E SANIFICARE GLI AMBIENTI CHIUSI

Restiamo a casa e facciamo attenzione alla pulizia dell’ambiente domestico. Seguendo questi semplici consigli dell’Istituto superiore sanità (ISS) possiamo mantenere l’aria pulita nelle nostre case rendendo più salubre il periodo di isolamento o quarantena.

Sono raccomandazioni che valgono in generale per tutti gli ambienti chiusi: da quelli degli uffici e degli esercizi commerciali a quelli dei mezzi di trasporto.

  • Aprire regolarmente le finestre scegliendo quelle più distanti dalle strade trafficate.
  • Non lasciare aperte le finestre la notte.
  • Ottimizzare l’apertura in funzione delle attività svolte.

La durata della ventilazione va commisurata alla grandezza dei locali e al numero delle persone presenti. Le principali linee guida internazionali raccomandano 3-6 ricambi all’ora, che devono arrivare fino a 12 se si parla della stanza in cui trascorre l’isolamento una persona infetta

PULIZIA DI PAVIMENTI E SUPERFICI VARIE

Prima di utilizzare i prodotti per la pulizia leggi attentamente le istruzioni e rispetta i dosaggi d’uso raccomandati sulle confezioni (vedi simboli di pericolo sulle etichette).

E’ importante pulire i diversi ambienti, materiali e arredi utilizzando acqua e sapone o un detergente apposito e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%. In tutti i casi le pulizie devono essere eseguite con i guanti.

I diversi prodotti per la pulizia non vanno miscelati, in particolare quelli contenenti candeggina o ammoniaca con altri prodotti. Sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, è consigliabile arieggiare gli ambienti.

Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone o detergente apposito oppure con alcol etilico 75%.

Per la purificazione e santificazione degli ambienti domestici, possiamo servirci anche di prodotti a base di oli essenziali naturali, questi, grazie a tecnologie specifiche di alcuni spray, permettono alle particelle di prodotto di rimanere sospese nell’aria per un tempo maggiore, così da svilupparne un’efficacia mirata contro i batteri e virus nell’aria.

FONTI:

Ministero della Salute

MASCHERINE e Coronavirus

Indossare delle mascherine può aiutare a proteggere se stessi e gli altri dal contagio da nuovo Coronavirus. Quali tipi di mascherine possono essere utili, come vanno indossate, rimosse e sanificate qualora le si voglia (o si debba) riutilizzare?

Agnese Collino, biologa e supervisore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi ha realizzato un prezioso video tutorial sull’uso di guanti e mascherine per contenere l’epidemia da Covid-19. Si tratta di consigli fondamentali per non sprecare un dispositivo attualmente così importante.

QUALI MASCHERINE SCEGLIERE

Le mascherine protettive possono essere distinte in tre grandi categorie:

  • Quelle di alta protezione (le cosiddette FFP2 o FFP3) con o senza filtro respiratore, che servono a proteggere gli operatori sanitari coinvolti direttamente nella assistenza a un paziente certamente o probabilmente infetto da SARS-CoV-2: filtrano tutte le particelle, anche quelle più piccole.
  • Le mascherine chirurgiche, quelle leggere in tessuto-non-tessuto, che sono usate appunto dal chirurgo per mantenere sterile il campo operatorio; hanno una protezione per chi la indossa molto limitata, ma servono a impedire la emissione di particelle potenzialmente infettanti verso l’ambiente esterno.
  • Le mascherine non certificate per uso sanitario, che possono essere confezionate con qualsiasi tipo di tessuto che copra naso e bocca.

Le mascherine di tipo chirurgico servono a ridurre il rischio che chi le indossa possa contagiare gli altri, poiché fermano una buona parte delle minuscole goccioline emesse dalla bocca e dal naso quando tossiamo, starnutiamo, parliamo e che possono veicolare il virus. Non proteggono “in entrata”, quindi non impediscono un eventuale ingresso del virus.

A proteggere dal contagio altrui sono le mascherine con filtro FFP2 o FFP3, che però vanno riservate al personale medico e a chi deve necessariamente assistere un malato.

L’OMS raccomanda fortemente alla popolazione di usare le mascherine saggiamente, consigliando un uso razionale delle mascherine medicali per evitare uno spreco non necessario di risorse preziose ed evitare un uso scorretto delle stesse. Il Ministero della Salute in Italia riprende questa impostazione, ponendosi un problema di sostenibilità dei consigli diffusi alla popolazione. Inoltre mette in guardia sui possibili rischi di un uso poco corretto delle mascherine:

L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.

Avendo a disposizione una mascherina chirurgica, o una buona mascherina non sanitaria, bisogna però stare attenti ad alcuni accorgimenti da rispettare, è possibile infatti che l’uso delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione a causa di un falso senso di sicurezza e di un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.

  1. Quando si maneggia la mascherina prima di indossarla, bisogna essere certi di avere le mani pulite, altrimenti rischiamo di contaminare un oggetto che poi porteremo a stretto contatto con naso e bocca;
  2. La mascherina deve aderire bene al volto e coprire completamente naso e bocca;
  3. La mascherina dovrebbe essere cambiata quando si inumidisce a causa del respiro o, comunque, ogni 4 ore;
  4. Bisogna evitare di toccare la mascherina mentre la indossiamo, perché la mascherina dopo un po’ che la usiamo potrebbe essere contaminata sulla sua parte esterna e quindi ci contamineremmo le mani: se la si deve sistemare sul viso, bisogna prenderla dagli elastici;
  5. Ugualmente, quando ci si toglie la mascherina, bisogna sempre avere ben in mente che la sua superficie esterna può essere contaminata e quindi bisogna gettarla (se monouso) o metterla in un sacchetto se è riutilizzabile e lavarsi subito le mani dopo questa manipolazione.

Per ridurre la diffusione del nuovo coronavirus ci abitueremo a una nuova normalità, fatta di gesti e comportamenti a cui dovremo lentamente (ma non troppo) adattarci.

FONTI

Fondazione Umberto Veronesi

Agnese Collino – canale YouTube

Ministero della Salute

European Centre for Disease Prevention and Control > “Using face masks in the community – Reducing COVID-19 transmission from potentially asymptomatic or pre-symptomatic people through the use of face masks” 

MedicalFacts

DRENANTI PER L’ORGANISMO

Una sostanza drenante per definizione è una sostanza che aiuta a drenare, quindi eliminare in maniera naturale, i liquidi in eccesso. All’interno del nostro corpo è presente, insieme al sistema circolatorio, una fitta rete di vasi che compongono il nostro sistema linfatico

Il compito di questo importante sistema è quello di raccogliere le sostanze di scarto, le tossine e i liquidi in eccesso dai tessuti, e di aiutare nella loro eliminazione. Il movimento della linfa non è garantito, come nel sistema circolatorio, dall’azione del cuore, ma dall’azione dei muscoli, che contraendosi, garantiscono il movimento della linfa all’interno dei vasi.

Ecco spiegato perché, quando rimaniamo molto tempo fermi, o nella stessa posizione, i piedi o le gambe si gonfiano. Questo perché la linfa, a causa dell’immobilità muscolare, non riesce a muoversi e tende a ristagnare, gonfiando i tessuti circostanti.  Per lo stesso motivo le persone che non si muovono molto, o che hanno un’alimentazione sbagliata, tendono a sentirsi sempre gonfi.

In più il ristagno dei liquidi è uno dei meccanismi chiave della nascita della temuta cellulite.

I drenanti sono delle sostanze che aiutano a drenare i liquidi in eccesso, agendo sia sul sistema linfatico, che su quello renale, tramite una forte azione diuretica.

Va fatta una distinzione tra i drenanti ad uso interno e quelli ad uso esterno.

DRENANTI AD USO INTERNO

Sono generalmente formulati sotto forma di sciroppi, da diluire nell’acqua. Ma esistono anche formulazioni sotto forma di tisane, che generalmente condividono i stessi componenti.

Le caratteristiche principali dei drenanti ad uso interno sono:

  • azione diuretica
  • miglioramento della funzione depurativa e digestiva
  • miglioramento del microcircolo
  • funzione antiossidante

DRENANTI AD USO ESTERNO

Sono prodotti topici, come creme o gel, che applicati localmente, aiuterebbero a drenare e a ridurre i liquidi in eccesso. L’efficacia principale di questi prodotti risiede essenzialmente all’azione del massaggio, necessario per far assorbire la crema. Esso riduce meccanicamente il ristagno dei liquidi, favorendone il drenaggio.

In presenza di cellulite risultano davvero fondamentali, abbinati sempre ad una dieta adeguata, con poco sale e una minima attività sportiva.

I drenanti sono prodotti ottimi e indispensabili, ideali soprattutto nel periodo che anticipa l’estate, per un azione efficace e “veloce”. Hanno il vantaggio di avere un effetto pressoché istantaneo, riducendo notevolmente il gonfiore e rendendo l’organismo meno “intossicato”.

Tra i drenanti ad uso interno e quelli ad uso esterno, la migliore efficacia viene sicuramente esplicata dai drenati ad uso interno, in quanto agiscono sui meccanismi chiave legati alla ritenzione idrica.

I drenanti ad uso esterno saranno sicuramente utili se integrati ai primi, potenziandone l’azione. Inoltre svolgeranno un’efficace azione cosmetica, facendo apparire la pelle più liscia e tonica, minimizzando e camuffando le imperfezioni della pelle.

GRAVIDANZA e CORONAVIRUS

La gravidanza è senza ombra di dubbio uno dei momenti più delicati della vita di una donna e affrontarla in questo periodo di grave emergenza sanitaria non è per nulla facile. Alle tantissime emozioni e preoccupazioni che si affollano normalmente nella mente di una neo-mamma, si uniscono quelle legate al Coronavirus e a tutte le misure di contenimento che potrebbero influenzare la gestazione o il momento del parto.

Per rispondere alle domande su questo tema, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia insieme all’ Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani ha stilato un documento ‘La Gravidanza ai tempi dei Coronavirus’ con indicazioni su come proteggersi dal Covid-19 durante la gravidanza, cosa fare se si scopre di essere infette e si è incinte e come comportarsi subito dopo il parto.

Non sono riportati dati scientifici sulla suscettibilità delle donne in gravidanza al virus. La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Resta consigliato, anche per le donne in gravidanza, di intraprendere le normali azioni preventive per ridurre il rischio di infezione, come lavarsi spesso le mani ed evitare di toccare naso, occhi e bocca, mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro ed evitare i contatti con persone malate.

Dai primi 19 casi di donne in gravidanza e neonati nati da madri con sintomatologia clinica da COVID-19 descritti in letteratura, sappiamo che il virus non è stato rilevato nel liquido amniotico o nel sangue neonatale prelevato da cordone ombelicale. Attualmente non esistono pertanto evidenze a supporto di una trasmissione verticale del virus SARS-COV-2.

Un’eventuale infezione da parte di una mamma positiva, potrebbe avvenire nel periodo successivo al parto e sempre tramite le vie aeree, proprio per questo è consigliabile adottare tutte le precauzioni igieniche del caso – mascherina e accurato lavaggio delle mani- anche durante l’allattamento, sia diretto che attraverso latte estratto con il tiralatte, che continua ad essere caldamente consigliato da tutti gli esperti del settore. In caso in cui non sia possibile, il latte artificiale da somministrare con il biberon resta sempre la più valida delle alternative.

Controlli ed esami del sangue rientrano tra le esigenze per cui è permesso uscire di casa e devono continuare ad essere svolti con regolarità. Basterà semplicemente confrontarsi con il proprio ginecologo di fiducia per stabilire un calendario delle visite necessarie in base alla propria condizione medica e a quella del bambino e munirsi di mascherina, guanti e gel igienizzante mani come precauzioni quando si esce di casa per recarsi agli appuntamenti medici. 

Gli ospedali di tutto il Paese si sono ormai organizzati e hanno creato dei percorsi protetti per offrire alle mamme, in maniera sicura, tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Purtroppo anche in questo caso sono molte le restrizioni da dover rispettare per la propria sicurezza e per quella del personale sanitario. In tantissimi ospedali è vietato avere qualcuno vicino durante il parto ed è sempre obbligatorio indossare la mascherina, anche per le partorienti. Molto rigide sono anche le regole sulle visite post partum, off limits amici e parenti, mentre soltanto una persona ha l’autorizzazione di andare a fare visita a mamma e bambino per non più di un’ora al giorno.

Gravidanza e coronavirus possono essere due situazioni difficili da affrontare in contemporanea, la cosa migliore da fare però è provare a mantenere la calma e a non lasciarsi sopraffare dallo stress.

Fonti:

  • Ministero della Salute
  • Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani

ANIMALI DOMESTICI E CORONAVIRUS

In questi giorni sono tantissimi i luoghi comuni, i dubbi e le domande che circolano sugli animali, domestici e non, e il loro legame con il Coronavirus. Disinformazione e allarmismi, uniti al panico, possono portare in questo caso a gravi conseguenze per la salute degli amici a quattro zampe. L’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali e il Ministero della Salute hanno risposto ufficialmente e in maniera molto esaustiva a tutte le domande al riguardo.

Ad oggi, non ci sono prove che gli animali da compagnia possano diffondere il virus. Pertanto, non vi è alcuna giustificazione nell’adottare misure contro gli animali da compagnia che possano comprometterne il benessere. Tuttavia, dal momento che gli animali e l’uomo possono talvolta condividere alcune malattie (note come malattie zoonotiche), è necessario sempre e non solo per il timore del Covid-19, che vengano adottate le normali misure igieniche raccomandate da medici e veterinari per evitare la diffusione delle malattie:

  • lavarsi le mani prima e dopo essere stati a contatto o aver toccato gli animali, il loro cibo o le provviste, evitare di baciarli, farsi leccare o condividere il cibo.
  • al ritorno dalla passeggiata, pulire sempre le zampe evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi. Piccoli accorgimenti che ci permettono di ridurre al minimo il rischio di introdurre in casa, al termine di una passeggiata, patogeni che potrebbero diffondersi negli spazi comuni.

Inoltre è bene ricordare anche ai padroni di prendere tutte le precauzioni del caso in materia di prevenzione, munendosi di mascherina, guanti e gel igienizzante, ogni volta che si è costretti ad uscire di casa per la passeggiata.

Pulire le zampe del cane o del gatto con dell’acqua tiepida in cui sciogliere del sapone per cani/gatti o sapone neutro e asciugarle bene con un asciugamano pulito, oppure utilizzando apposite salviettine igienizzanti per animali, può essere un suggerimento valido da tenere sempre a mente, non soltanto durante questa emergenza.

Nelle abitazioni in cui ci sono soggetti affetti o sottoposti a cure mediche per Covid-19 si devono evitare, per quanto possibile, i contatti ravvicinati con i propri animali così come si fa per gli altri conviventi e fare in modo che se ne occupi un altro familiare.

La presenza di un animale in casa può considerarsi una grande opportunità per tutta la famiglia, sia da un punto di vista educativo che sociale.

Grandi e piccini possono trarne benefici, soprattutto in questo momento di disagio e difficoltà. L’interazione con gli animali è fonte di arricchimento interiore, di stimoli sensoriali ed emozionali; in particolare il rapporto con il cane è fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco e contribuisce a migliorare la qualità della vita che purtroppo in questi giorni ha subito un cambiamento repentino.
Il contatto con un animale accresce la disponibilità relazionale e comunicativa, contribuendo, attraverso la cura e le attenzioni verso l’animale, a sviluppare un impatto positivo sull’umore, riducendo la solitudine, stati d’ansia e depressione.

Pertanto, è doveroso sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.).

Fonti:

  • Ministero della Salute
  • Ente Nazionale Protezione Animali

ALLERGIE PRIMAVERILI

L’arrivo della bella stagione è vissuto con qualche difficoltà da un numero purtroppo crescente di persone che soffrono delle tipiche allergie primaverili collegabili ai pollini. A causarle è l’aria che si riempie dei pollini di piante e alberi e che, nei soggetti predisposti, possono dar luogo a reazioni da parte dell’organismo e a una serie di fastidiosi sintomi. Ma perché elementi naturali come le piante e gli alberi riescono a scatenare reazioni e sintomi spesso molto fastidiosi e in grado di condizionare pesantemente la vita quotidiana degli allergici?

I pollini sono allergeni da inalazione, ovvero gli agenti che, una volta entrati nell’organismo tramite la respirazione, scatenano la reazione allergica. Il meccanismo che la innesca è un’anomala reattività dell’organismo verso gli allergeni, capace di determinare nei soggetti sensibili reazioni del sistema immunitario anche molto forti. 

L’ereditarietà delle allergie è un fatto ormai condiviso dalla comunità scientifica, ma importantissimi sono anche i fattori ambientali e lo stile di vita. Inquinamento atmosferico, fumo di tabacco, presenza di nebbia e microparticelle sono tra le principali cause dell’insorgenza di un’allergia, anche se il particolare intensificarsi della loro incidenza sulla popolazione nei decenni più recenti è imputato anche al maggior livello di igiene rispetto a periodi più remoti.

I principali allergeni fonte di allergie primaverili sono i pollini delle graminacee, della parietaria, le asteracee, le betullacee, le oleacee e le cupressacee.

L’inalazione di pollini, come anticipato, causa una reazione eccessiva da parte del sistema immunitario degli individui predisposti all’allergia e porta in primo luogo all’infiammazione delle mucose del cavo orale e nasale. Tra i sintomi più frequenti delle allergie primaverili vi sono infatti la congestione nasale – accompagnata da fastidiosi mal di testa da sinusite negli individui che soffrono di questa patologia – bruciore e arrossamento delle congiuntive, lacrimazione, starnuti isolati o a salve, prurito fastidioso al palato, la naso e agli occhi e rinorrea acquosa (ovvero il gocciolamento di secrezioni dal naso. Si tratta di sintomi non gravi, ma che mettono a dura prova lo stato di salute e l’umore delle persone, rendendo più difficile e complicato lo svolgimento delle mansioni quotidiane.

Nei casi più gravi, le allergie primaverili possono causare tosse secca e stizzosa, specie notturna, con difficoltà respiratorie, insonnia, stanchezza e un forte senso di irrequietezza, fino a difficoltà respiratorie pesanti di carattere asmatico. Più rara, ma da non sottovalutare, l’evenienza di un pericoloso shock anafilattico.

Insomma, si tratta di un disturbo con cui può essere difficile convivere e che, purtroppo, tende ad assumere in molti casi carattere di cronicità. Farmaci che curino in maniera definitiva le allergie non ne esistono; tuttavia la medicina è in grado di mettere in campo opzioni teraputiche efficaci per alleviare i sintomi, a volte in modo radicale.

Come sempre e come consigliato dal Ministero della Salute, anche nel caso delle allergie primaverili la diagnosi va affidata alla competenza di un medico, e in particolare allo specialista che tratta i problemi legati proprio ad allergie e intolleranze, cioè l’allergologo.

 Nel caso delle allergie da pollini, è difficile eliminare del tutto i possibili contatti con gli agenti scatenanti, per cui, per ridurre al massimo l’esposizione adottando, l’allergologo potrebbe consigliarci cautele particolari come:

  • non uscire nelle giornate secche e ventose, ad alta concentrazione di pollini;
  • non dare aria ai locali nelle ore più calde della giornata;
  • fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente per eliminare i granuli pollinici che eventualmente vi si sono intrappolati;
  • tenere sempre presente il calendario delle fioriture;
  • usare mascherine per lavorare all’aperto;
  • tenere i finestrini della macchina o del treno chiusi;
  • mettere le scarpe fuori casa per evitare di portare gli allergeni nell’ambiente domestico;.
  • curare l’igiene di casa con particolare attenzione a tappeti e pedane.

Fonti:

  • epicentro.iss.it
  • salute.gov.it

LA PELLE : PRENDIAMOCENE CURA

La cute come un abito prezioso, riveste tutto il corpo, ma è un vero e proprio organo collegato a molte funzioni interne, di rilevante e vitale importanza.

Essa è un organo multifunzionale di respirazione cutanea, di secrezione attraverso le ghiandole sebacee, di regolazione di calore, di sudorazione attraverso le ghiandole sudoripare. Inoltre garantisce una protezione immunitaria dagli agenti esterni nocivi, batteri, virus, sporcizia ecc…. lo stress della vita moderna e abitudini igieniche scorrette o aggressive possono causare l’abbassamento delle difese della flora batterica cutanea con conseguenti molteplici problemi all’apparato pilosebaceo.

Per il mantenimento di una pelle sana nel tempo si dovranno utilizzare trattamenti funzionali che permettano di mantenere attiva la rigenerazione cellulare, una corretta idratazione e nutrimento dermico ed un efficace protezione dermocutanea.

I Laboratori di ricerca valutando questi tre aspetti indispensabili per la pelle ed analizzando le varie fasi dell’invecchiamento cutaneo, hanno realizzato dei trattamenti specifici per il viso, selezionando principi attivi altamente funzionali, ma facendo molta attenzione anche al contenuto degli eccipienti che costituiscono la base nei quali sono disciolte le sostanze attive che rendono il trattamento funzionale dermo affine e sebo affine.

L’obiettivo è di migliorare e rallentare il crono invecchiamento cutaneo mediante le tre funzioni fondamentali richieste dalla pelle:

NUTRIMENTO, PROTEZIONE, RINNOVAMENTO

Queste tre condizioni donano alla pelle quella necessaria attività che è indispensabile per salvaguardare nel tempo tutte le funzioni dermocutanee.

Dai Laboratori di ricerca VITALPLUS

JAL – IDRATAZIONE E NUTRIMENTO con ACIDO JALURONICO + STAMINALI

Trattamento cosmetico concentrato in gocce dermoattive a base di ACIDO JALURONICO (idratante di profondità) abbinato alle CELLULE STAMINALI VEGETALI ATTIVE (rigeneranti cellulari), consente un’iper-idratazione superficiale e profonda per almeno 6-8 ore. Favorisce inoltre i naturali processi di riparazione tissutale, rendendo la pelle più turgida ed elastica, con conseguente riduzione delle micro-rughe.

GLY – RINNOVAMENTO ED IDRATAZIONE con ACIDO GLICOLICO + STAMINALI

Questo innovativo trattamento cosmetico concentrato in gocce dermoattive agisce sullo strato corneo, rimuovendo delicatamente le cellule in fase di sfaldamento. Attenua le piccole rughe e le macchie scure, la pelle ritrova, sin dalla prima applicazione, una nuova giovinezza ed un colorito splendente. Aumenta la sintesi del collagene e dell’elastina, aumentando quindi il grado di idratazione cutanea. Specifico inoltre per una pelle impura con pori dilatati, acne o cicatrici da acne.

COL – NUTRIMENTO E PROTEZIONE con COLLAGENE MARINO + STAMINALI

Questo innovativo trattamento cosmetico in gocce concentrate dermoattive è particolarmente indicato per le pelli sottili, couperosiche e reattive, poichè svolge un’azione calmante, disarrossante e filmogena. Ha una funzione protettiva del collagene naturale. Essendo ricco di grassi come gli omega 3 e di proteine, fornisce alla pelle nutrimento ed idratazione, permettendo a tutti gli strati dell’epidermide di migliorare gli scambi di energia. Rallenta efficacemente la senescenza cutanea (rughe, rilassamento) rendendo la epidermide più nutrita, flessibile e protetta. Ottimo anche come contorno occhi.

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